La stampa antica e moderna nella sua evoluzione dai caratteri mobili alla composizione a computer è il tema del museo allestito a Carlazzo dalla famiglia Sampietro che opera nell’editoria da oltre quarant’anni. L’evoluzione dell’arte della stampa quasi dai primordi fino ai nostri giorni, è guidata da pannelli esplicativi in italiano e in inglese che illustrano il procedimento delle varie tecniche e il funzionamento dei macchinari esposti, tutti perfettamente funzionanti. Il percorso espositivo inizia dai caratteri mobili composti a mano, di cui sono in mostra migliaia di esemplari in legno e metallo per lo più di fine Ottocento. Si passa poi alla composizione meccanica con una delle prime macchine Intertype in cui la riga, digitata come su una macchina da scrivere, viene impressa nel piombo fuso, ottenendo la matrice. Ampio spazio è dato alla riproduzione di testi e immagini con complessi macchinari degli anni cinquanta e sessanta: dal reproingranditore alla reprocamera, alla tournette, al torchio pneumatico ecc. Sono, inoltre, esposti tre torchi: un torchio litografico a coltello di fine Settecento, uno Offset degli anni cinquanta e il torchio calcografico costruito personalmente negli anni quaranta dall’artista comasco Aldo Galli per stampare le proprie opere. E ancora: splendidi volumi secenteschi illustrati all’acquaforte, lastre calcografiche e pietre litografiche, matrici per ex-libris a punta secca incise su rame del noto artista-filosofo Enrico Vannuccini. Proprio al genere degli ex-libris sono dedicate altre due vetrine che mettono in mostra una parte della corposa Collezione Sampietro comprendente varie opere di artisti europei e giapponesi. Completa l’esposizione un reparto fotografico che spazia da proiettori di lastre in vetro e macchine a cassetta di fine Ottocento alle prime Kodak a rullino degli anni quaranta, su su fino alle Polaroid a sviluppo istantaneo.
Il Museo della Stampa fa parte dello S.Mu.T.A.L. - Sistema Museale Territoriale delle Alpi Lepontine.