Un retaggio che si perde ai tempi dell infanzia, per le fabulazioni attorno ai “magistri comacini”, a cui sono legato da discendenza paterna, ancor oggi, mi impegna e mi avvince con l esemplificazione del “vagare” fatto di lavoro d arte per l arte. La loro epopea, dell andare laddove erano chiamati a strutturare, pietra su pietra, austeri esemplari d architetture romaniche, o, nel sei e settecento, gli “addolcimenti” decorativi, fatti di fantasiosi “stucchi” e di coloratissime “scagliole” con figurazioni emergenti da fondi “in nero”, o da cicli di pitture a fresco, o, pale d altare , e ancora “sculture” per trionfanti omaggi celebrativi: di santi, angeli e di composite fontane, a livello di grande civiltà, anche “mitteleuropea”, mi hanno, in prospettiva, come predestinato. (Piero Gauli)
Inaugurato nel 2003 a Ramponio Verna, il paese natio del padre di Gauli dove l artista conserva uno studio, il Museo Piero Gauli raccoglie una parte della sconfinata produzione dell artista.
Piero Gauli, nato a Milano nel 1916, già da studente all Istituto Superiore di Architettura di Venezia fa il suo ingresso nel mondo dell arte progettando ed eseguendo scenografie teatrali. Nel 1938 è l esordio ufficiale come pittore alla Mostra Universitaria Triveneta; nel 1940 si trasferisce a Milano, dove entra a far parte del gruppo di Corrente. Dopo la guerra, che lo porta al fronte russo e alla deportazione in un lager polacco, si dedica alla ceramica d arte, occupandosi anche di architettura d interni e di progettazione di arredi. Nel 1947 la sua prima mostra personale, cui ne seguiranno molte altre in tutta Italia (a tutt oggi quasi 150). Un artista a tutto tondo, che può essere definito l erede dei grandi Magistri Intelvesi.