Val d'Intelvi
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Tutte le passeggiate elencate

I principali musei citati

L’ambiente

La Val d'Intelvi che salda con un massiccio montano il Lago di Como con quello di Lugano, costituisce un'entità geografica, storica e culturale di grande interesse.
Gli speleologi la percorrono alla ricerca di antri segreti; gli archeologi inseguono le tracce dei primi abitatori che qui si avventuravano alla caccia di animali e poi a spingere al pascolo le loro mandrie;gli amanti della montagna ne percorrono i sentieri verso il Monte Generoso o il Sasso Gordona o sul colle di San Zeno, o lungo le coste in quota seguendo la "Via dei Monti Lariani" dall'Alpe Boffalora verso la Tremezzina; gli amanti dell'arte vanno alla scoperta delle opere che gli artisti intelvesi (architetti, pittori, scultori, stuccatori, scagliolisti) hanno lasciato in patria nelle stagioni di rientro da Roma o da Venezia, da Vienna o da Salisburgo, da Varsavia o da Praga. Pertanto si può dire che in Val d'Intelvi è possibile visitare, quanto all'arte, un "campionario ovvero una vetrina d'Europa".

Le passeggiate

Oltre ai tratti di percorso pedonale indicati per gli itinerari d'arte (verso S. Nazzaro a Scaria o verso S. Pancrazio a Ramponio), è consigliabile una salita al monte di San Zeno (Foto 2.1), cui si accede in circa un'ora attraverso una carrareccia in partenza dal Piano delle Alpi sopra Casasco

Foto 2.1 - La chiesetta
ricostruita di S. Zeno

2.1 S. Zeno copia.JPG (15278 byte)

L’arte

Ogni villaggio della Val d'Intelvi offre interessanti testimonianze d'arte. Qui si propone una ristretta "antologia" significativa, adatta a comitive di scolari e studenti. È consigliabile la salita dalla provinciale che da Argegno conduce verso Dizzasco e Castiglione. Si suggerisce una prima sosta a S. Fedele, per osservare la chiesa parrocchiale di S. Antonio, che presenta all'esterno l'originaria struttura romanica del secolo XII, con bel portale dell'epoca di Benedetto Antelami; all'interno affreschi cinquecenteschi e decorazioni a stucco secentesche.
Dopo San Fedele, deviando a destra, si raggiunge Laino, dove si possono ammirare nella chiesa di San Lorenzo
(Foto 2.2) stupefacenti opere di stucco di G.B. Barberini (seconda metà del sec. XVII), che qui ebbe i natali; quindi gli affreschi dei Crespi (detti i Bustini) e di Giulio Quaglio, pure originario del paese come Carlo Scotti, autore del Martirio di San Lorenzo affrescato sulla volta.
Da Laino si ritorna a Pellio Inferiore, per salire fino a Scaria a visitare la chiesa di Santa Maria, dove spicca la decorazione a stucchi di Diego Carloni, in cui si inseriscono gli affreschi di Carlo Innocenzo Carloni, fratelli nativi di Scaria (sec. XVIII).

(Foto 2.2 - S. Lorenzo a Laino)
2.2 Laino copia.JPG (19277 byte)A piedi, lungo un percorso che inizia tra le case del borgo e poi si snoda tra il verde boschivo, accompagnato da cappelline votive, si sale all'antica parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso, dove si ammirano cicli di affreschi risalenti al 1516 recentemente assegnati a Gian Andrea de Magistris, quindi il ciclo eseguito nel 1588 da G .B. Tarilli, pittore ticinese. A Scaria, presso la chiesa di S. Maria, è allestito il Museo diocesano di arte sacra che raccoglie paramenti, sacra suppellettile, dipinti di pregio (prenotazioni 031.840241). Nei pressi è allestita anche una Raccolta di fossili ritrovati nelle cave di Osteno.
Si può chiudere la gita salendo a Lanzo per visitare la chiesa di San Siro con importanti affreschi del primo Cinquecento nel presbiterio; e il caratteristico santuario della Madonna di Loreto, edificato nella seconda metà del Settecento per un lascito di un mastro lanzese della famiglia Spazzi, emigrante a Praga e dotato con lasciti di altri mastri emigranti (Canevali) in Slovacchia. È consigliabile anche una puntata a Sighignola per ammirare il panorama verso il Lago di Lugano.
In alternativa si può salire a Ramponio con visita alla parrocchiale di S. Benedetto (tele e affreschi settecenteschi del ticinese G.B. Innocenzo Colomba e dell'intelvese Pietro Molciani, altri attribuiti a Carlo Innocenzo Carloni), quindi alla chiesetta di S. Giovanni Nepomuceno con stucchi settecenteschi di Paolo Caprani e dipinti forse del Carloni. A piedi lungo l'antica strada per Osteno, si raggiunge la chiesa di S. Pancrazio ricostruita nel secolo XV sul luogo di un edificio romanico di cui resta il campanile. All'interno vi sono affreschi che vanno dal secolo XIV al XVIII e decorazioni a stucco di Diego Carloni.

Altri Musei in Val d'Intelvi.

A Casasco è allestita una Raccolta di attrezzi della civiltà contadina (informazioni e prenotazioni presso il Municipio 031.817812); a Cerano è possibile visitare il Museo dello stucco e della scagliola (Foto 2.3) allestito per iniziativa della Famiglia Gandola-Spalla. (Prenotazioni 02.6458772); a Ponna Superiore il Museo della civiltà contadina "G. Traversa" (prenotazione 031.303472). Una recente campagna di scavi ha messo in luce a Pellio Superiore i ruderi di una fortificazione medievale, in posizione dominante nei pressi della chiesa di S. Giorgio.

Foto 2.3 - Opere in scagliola
con materiali e attrezzi

2.3 Scagliola copia.JPG (12758 byte)

Le strutture ricettive

A Lanzo: ristorante albergo Mariuccia 031.840338; ristorante "Crotto Dogana" 031.841479; Touring 031.840688.

Telefoni utili. Municipio ufficio turistico di Lanzo 031.840143; Parrocchia 031.840241; Carabinieri 031.840222; Parrocchia di Laino 031.830257.

 

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